Posted by Andrea Ciampi
Ho 35 anni e sono oramai 30 anni, dalla tenera età di 5 anni, che vengo all’elba in estate, in inverno, per turismo, per rilassarmi e studiare, anche per lavorare. Amo l’isola, soprattutto per quello che può offrire dal punto di vista naturalistico, nell’ambiente marino e non. Avendo la seconda casa a Portoferraio ho sempre trovato il modo, quando ho avuto qualche giorno libero, per passarci un pò di tempo.
Ma anno dopo anno mi sono reso conto come, nel settore dei trasporti sia da e per l’isola, sia internamente all’isola stessa, la situazione sia andata peggiorando. Si, sembra assurdo, ma dagli anni 80 è andata sempre più peggiorando. Magari non per chi vuole portarsi la macchina (costi esclusi), che ha a disposizione sempre più corse di traghetti, ma per chi nell’isola ci viene a piedi e per poco tempo.
Non è possibile assistere ad alcune cose che vorrei esplicitare, essendo stato sempre molto attento a seguire tutti gli aspetti correlati a questa questione:
1) La concorrenza nei traghetti non esiste. MI ricordo ai tempi in cui la corsica e sardinia ferries provò ad inserire corse veloci, economiche e superfficienti, e questa compagnia fu affossata. Sono scomparse le corse da Livorno, e ogni nuova compagnia (ultima l’Archipelagus shipping) che ha provato a reinserire una concorrenza, anche mediante la tratta livorno portoferraio, ha fallito, causa burocrazia e strapotere della Moby Lines. Si, proprio la Moby che, in forza del suo monopolio di fatto sui trasporti da e per l’elba, oramai ha portato i prezzi a livelli inaccettabili. Io ho pagato molto meno per andare da Pisa ad Oslo Con la Ryanair che con la Moby per fare Piombino-Portoferraio A/R. La Toremar, in crisi da anni, non può fare concorrenza alla Moby: anzi, è evidente che è utile ala Moby stessa tenerla in vita per evitare problemi con l’Antitrust e continuare a esercitare il suo strapotere.
Le recenti polemiche sugli ennesimi aumenti del biglietto da parte della Moby non hanno senso: è un’azienza privata e non ha il dovere di concertare i prezzi; semplicemente è assurdo che abbia il potere economico di poterlo fare. Sono, è evidente, i classici effetti di un monopolio di fatto.
Inoltre i mezzi sono sempre più vecchi (sia della Moby che della Toremar), sempre più lenti, con nessuna priorità verso i mezzi veloci: rimane il solo vecchio Aliscafo fabricia, che non può sostenere, causa usura o mare mosso, un servizio affidabile. Infine, le corse in tarda sera non esistono, cosa che può creare non pochi problemi.
2) Sono stati commissionati studi per arrivare alle ovvie conclusioni che a i raccordi intermodali tra traghetto, bus, treno, non funzionano. Eppure è sufficiente prendere il treno una sola volta per rendersene conto. Pochissime corse durante il giorno da Pisa e Firenze, e mai in coincicenza con i traghetti, che si permettono di partire 1 minuto prima dell’arrivo del treno, carichi delle loro “costosissime” (nel senso del biglietto) macchine. Una linea del treno, quella Campiglia Piombino Marittima, che, arrivata a Piombino, effettua due stazioni di testa in 1 km, col risultato di perdere, per invertire il senso di marcia, ben 15 minuti. Io non ho mai capito come mai non si è voluto adeguare la stazione di Portovecchio di Piombino, di transito e non di testa, con dei passaggi rapidi per il porto, magari con dei rulli modello aeroporto, anche sotterranei. Inoltre, una stazione marittima lontana dalla stazione del treno, con inevitabili problemi per chi ha da prendere il biglietto del traghetto all’ultimo momento. Un bus infine che, facendo solo Firenze-Piombino, non può essere utile a tutti coloro che provengono da altre stazioni intermedie, senza contare il fatto di essere soggetti ad ogni coda presente sulla FI-PI-LI, sulla A12, o sulla variante Aurelia, o a Piombino.
3) I trasporti interni all’isola. Chiunque non abbia usato solo taxy, macchine, moto, biciclette, e abbia provato a muoversi nel’isola con i mezzi pubblici, avrà notato la loro scarsissima frequenza, la loro lentezza (molte linee fanno giri infiniti) e avrà anche notato la completa assenza di trasporti via mare per collegare i vari luoghi del’isola, cosa che risulterebbe invece molto utile (provate ad andare da Portoferraio a Cavo in bus, e poi in Aliscafo: 1 ora e mezzo con la prima soluzione e 15 minuti con la seconda). Inoltre, anche nei collegamenti con l’aeroporto, sul sito stesso dell’aeroporto dell’elba, si consiglia di prendere un taxy.
Per fare un confronto interno all’arcipelago toscano, come mai all’isola del Giglio, tenendo pur conto delle forti differenze di dimensioni fra le due isole, esiste una limitazione al numero di veicoli che possono entrare nell’isola, e i collegamenti con bus sono garantiti frequentemente a tutte le ore del giorno e della notte? Non ci rendiamo forse conto che l’isola, sia per le strade, sia per lo smog, sia per i parcheggi, non può sostenere tutta la mole di auto e moto che arrivano nei mesi estivi?
Questa è una lettera di un cittadino consapevole che la probabilità che possa cambiare qualcosa sia flebile, ma ogni possibile strada va seguita perchè l’elba non vada completamente allo sfascio.